Il Secondo Piano Strategico dell’area metropolitana di Torino

autori

Torino Internazionale

anno

2006

pagine

173

descrizione

Pubblicato nel luglio 2006, al termine di un articolato periodo di lavori, incontri, dibattiti e approfondimenti, il volume rappresenta la positiva conclusione del processo di definizione del 2º Piano strategico.

Rispetto alla prima piattaforma programmatica, la nuova proposta scommette sull’economia della conoscenza, intesa non soltanto come valorizzazione delle eccellenze, ma come innalzamento del sapere diffuso nella società locale. Modellato sulle esigenze di crescita dell’area metropolitana, il Piano conferma la sua vocazione a fungere da flessibile vettore di aggregazione e composizione degli interessi.
Assunta la centralità del postfordismo come paradigma produttivo di riferimento, si delinea una conseguente prospettiva di crescita incentrata sulla conoscenza, concepita non soltanto come produzione immateriale e sviluppo di servizi, ma come applicazione sistematica di qualificanti contenuti di ricerca ai processi della produzione materiale. Il campo su cui si dispiegano questi processi è il territorio metropolitano, dove la concentrazione e diversificazione di funzioni, popolazione, interessi e possibilità raggiungono un sufficiente livello di complessità e dimensione. All’insegna di una riscoperta della sua originaria funzione, quella di essere il luogo paradigmatico di scambi e incroci, la metropoli è diventata un fattore trainante dello sviluppo e, al tempo stesso, lo spazio su cui intervenire per compensare le asperità prodotte dalla transizione verso il nuovo modello produttivo.

Viene così ribadito il carattere aperto di una vision sostanziata da interventi coerenti, che però non limitano l’iniziativa autonoma dei soggetti metropolitani. Il volume restituisce il quadro del processo di programmazione, articolato in 4 aree, su cui hanno lavorato altrettante commissioni tematiche, deputate al coinvolgimento degli attori e all’esplorazione degli scenari. Dalle aree procedono 12 direzioni d’intervento, corrispondenti ad ambiti specifici; ciascuna direzione è poi composta da un numero variabile di obiettivi (54 in totale) che fissano le determinazioni operative dell’intervento. Le 12 direzioni non rispondono a un ordine gerarchico, confermando la natura relazionale e ricombinante dell’approccio. Il volume è corredato da un apparato di grafici che illustrano il complesso ordito di corrispondenze e legami su cui riposano i vari obiettivi, secondo una prospettiva che punta allo sviluppo armonico e funzionale del territorio.

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